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I consigli del dottore, la posturologia ed i benefici del plantare




Dott. LUIGI ZULLI

Medico-Chirurgo

Già   Direttore UOC MUPS S. Filippo Neri-Roma

Specialista Medicina Interna

Specialista Medicina dello Sport

Istruttore Accreditato IRC corsi BLSD-Full

Istruttore Accreditato AHA corsi BLS-BLSD-ACLS-PBLS-1^ Soccorso

Responsabile Centro Formazione IRC ROM-EUR/ACO-SFIN

Medico di Bordo  ANMBMM



LA POSTUROLOGIA ED I BENEFICI DEL PLANTARE

 

Lo sport e l’attività sportiva in genere oggi sono diventati una componente essenziale della nostra attività quotidiana, parte integrante oserei dire della nostra società, che non possono più essere visti solamente come attività ludica o per meglio dire ludico-motoria.

Lo sport è sempre stato ed oggi più che mai è e deve essere portatore di valori educativi fondamentali quali tolleranza, abnegazione, amicizia, lealtà, spirito di squadra, tolleranza. Nello sport esiste l’impegno, la socializzazione, l’agonismo, ma soprattutto il rispetto delle regole.

Lo sport serve a costruire l’uomo, l’atleta, il giocatore in quel perfetto connubio brillantemente esplicato nell’antico aforisma: “MENS SANA IN CORPORE SANO”.

La posturologia studia le variazioni della “postura umana”, intendendo con questo termine la strategia impiegata dal nostro sistema neuromuscolare e scheletrico integrati, per rimanere in equilibrio, reagendo alle forze di gravità, per assumere un perfetto equilibrio. Quindi postura come sinergia di sistemi, rispondenti ai più svariati  input , provenienti dall’ambiente esterno ed interno all’organismo umano, per rispondere a qualunque tipo di noxa sia essa  emozionale, traumatica, metabolica, evolutiva, degenerativa. Posturologia come scienza integrata, con metodo di osservazione interdisciplinare, per operare una sintesi complessa tra le varie specializzazioni, che si occupano della riabilitazione in genere e della rieducazione delle disfunzioni somatiche.

In questo ambito è fondamentale parlare dell’appoggio non corretto del piede, affermando che il cosiddetto ” malappoggio plantare”, a tutte le età, incide negativamente sull’attività motoria a qualsiasi livello; stimolando impropriamente la catena articolare, induce primariamente i segmenti scheletrici immediatamente superiori, ginocchia e bacino, secondariamente quelli più alti,  in particolare colonna vertebrale, ad assumere un atteggiamento sbagliato, determinando un disarmonico sviluppo scheletrico e muscolare originando i cosiddetti “dismorfismi rachidei”, fino ad atteggiamenti scoliotici e finanche a vere e conclamate scoliosi .

L’appoggio non corretto del piede può essere determinato da

“ cavismo” intendendo con questo termine, una minore superficie di appoggio del piede , con sovraccarico sul calcagno e sull’avampiede, con minore stabilità del piede, oppure da “piattismo”, con atteggiamento del piede in divaricazione, con affaticamento precoce nella marcia e conseguenze sulle ginocchia e sulla colonna. Il primo controllo della postura e dell’appoggio plantare andranno verificati intorno ai quattro anni , con relativi interventi ortesici se necessari; ma è nell’età preadolescenziale intorno ai 10-12 anni che è fondamentale, se non necessario, effettuare un controllo posturale e dell’appoggio plantare, prima di tutto clinicamente e successivamente, se necessario, con indagini radiologiche e/o indagini computerizzate, come l’esame  plantopodoscopico  e baropodometrico.

Il “confezionamento” di un plantare su misura, consentirà di “scaricare” le pressioni nei punti dolenti e “caricare” dove necessario, aumentando la superficie d’appoggio, distribuendo il carico simmetricamente su tutta la superficie del piede, eliminando i sovraccarichi e tutto quello che un appoggio non corretto provoca: metatarsalgie, duroni, ristagni venosi, pesantezza alle gambe ed alle caviglie con gonfiori malleolari, sensazioni di “piede freddo”.

Per uno sportivo in genere ed in particolare per un atleta, a qualsiasi livello, il piede è sottoposto a maggiori sollecitazioni.

Sulla base della nostra esperienza noi consigliamo agli atleti  il confezionamento di un doppio plantare: un plantare dinamico, “morbido, preferibilmente in neoprene, per i momenti di attività e prestazioni sportive in genere, per raggiungere lo scopo di scaricare l’eccesso di peso sui punti di appoggio ed il confezionamento di un altro plantare, per i momenti di quiete, non di attività, per tutti i momenti della vita quotidiana.

A conclusione vorremmo aggiungere come soprattutto quando non si usano plantari è fondamentale la scelta della scarpa sia per il camminare quotidiano, sia in funzione dell’attività sportiva. A questo proposito vorremmo sintetizzare il tutto dicendo :” Ogni Piede ha la “sua” scarpa; Ogni scarpa ha il “suo” terreno”; intendendo per terreno tutte le molteplici superfici sulle quali si svolgono le varie attività, dalla più soffice l’erba naturale o sintetica, finanche al cemento, vedasi le maratone cittadine.


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