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Un Filo d'America, parte 1: "Love each other"



 

Hey there!


Sono oramai 3 settimane che mi trovo in terra americana e dopo pochi allenamenti l’argomento di cui volevo scrivere era giá chiaro e limpido. Vado diritto al punto: la squadra deve correre i famigerati  "9 secondi", ovvero il campo da basket andata e ritorno.


Sono i primi allenamenti della stagione e non tutti sono giá in grado di farcela. In particolare due ragazzi sono in grande difficoltá, ma l’allenamento non termina fino a quando ogni giocatore ha dimostrato di poter portare a compimento il lavoro.


La squadra é stanca, avendo dovuto correre diverse volte extra proprio a causa di questi due ragazzi, ma nessuno si lamenta. Anzi, si sentono invece solo voci di incoraggiamento, si cerca di spronarsi a vicenda e ci si dice "we are gonna make it!" dandosi il cinque ripetutamente.


Uno dei due ragazzi riesce a farcela, quasi non rimane in piedi per la stanchezza, ma é ancora sulle sue gambe sorretto dai compagni. Ne manca ancora uno e dovrá correre da solo, ma del tutto spontaneamente tre altri ragazzi della squadra decidono di correre con lui e si offrono di aiutarlo.


Quello che accade dopo é per me sorprendente: il piú veloce dei tre corre davanti voltato mentre gli grida a gran voce che ce la puó fare, il secondo corre di lato per dargli il giusto tempo con i passi, mentre il terzo corre alle sue spalle e FISICAMENTE lo spinge con un braccio per aiutarlo ad andare piú veloce.


All’arrivo é una festa, il ragazzo non é piú in piedi, ma viene immediatamente rialzato dai compagni e tutti si abbracciano e gridano per essere riusciti nel compito che gli era stato dato.


Nell’huddle finale i coach spiegano che tutti devono essere allo stesso livello per il bene della squadra e che sì, ci vorrá probabilmente del tempo, ma quanto visto alla fine é stata esattamente la dimostrazione pratica sul campo del primo dei 6 punti chiave della stagione, spiegati nella riunione pre-allenamento e ben esposti nella lavagna dello spogliatoio: LOVE EACH OTHER.


Fabrizio Santolamazza


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