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Un Filo d'America, parte 2: "Leadership demands speaking up"




Un paio di settimane fa mi è capitato di leggere un interessante articolo riguardo la comunicazione nello sport e la sua importanza.

L'autore dell' articolo in questione Alan Stein (tra i migliori preparatori fisici degli Stati Uniti) raccontava dell'incredibile differenza che c'è nell'uso della comunicazione tra le squadre di college e quelle più giovani delle High School.

Imparare a comunicare in maniera più efficiente è qualcosa che arriva con l'età e con l'esperienza senza dubbio, tuttavia proprio come scrive l'autore: "it is a skill that needs to be developed and practiced daily...no different than practicing your crossover or step back jumper..."

A Fairfierld durante gli allenamenti viene chiesto ad i giocatori di parlare e comunicare continuamente dall'inizio alla fine. Prima di ogni allenamento, uno degli allenatori chiama un paio di ragazzi e spiega a loro cosa si farà quel giorno e nello specifico vengono illustrati 2 o 3 esercizi. Quando poi si inizia toccherà a loro spiegare al resto della squadra il da farsi e dovranno farlo con estrema chiarezza perché tutti devono capire.


Durante gli scrimmage, le due squadre, ogni volta che c'è un'interruzione come per esempio un fallo o due tiri liberi, devono rapidamente riunirsi in un "huddle" e sfruttare questo mini-timeout in campo per discutere della prossima azione, della prossima scelta difensiva o offensiva. La scorsa settimana mancavano 30 secondi alla fine dello scrimmage e la squadra sopra di 6 punti subisce fallo andando in lunetta per tirare i tiri liberi. Entrambi i quintetti non sfruttano l'opportunità per un rapido huddle. Cosa succede? Il coach sospende lo scrimmage e via, tutti sulla linea di fondo. Non comunicare in una situazione del genere è stato come dire "abbiamo già perso o abbiamo già vinto". Inaccettabile.

A fine allenamento allenatori e giocatori si riuniscono prima separatamente sui due lati del campo per discutere degli aspetti negativi e positivi e successivamente ci si riunisce tutti insieme per parlarne apertamente. Viene prima data la parola ad i 3 capitani e dopo viene eletto dai coaches il "Player of the Day".

Dimenticavo: il titolo di questo mese viene da un cartello appeso in bella mostra dentro gli spogliatoi.


Fabrizio Santolamazza

(Twitter @f_santolamazz)


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