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Basket, da Giannini a Conte: il San Paolo torna alle Finali Nazionali tredici anni dopo



 

6 novembre 1986 uno, 2 settembre 1998 l'altro. In comune: il ruolo di capitano. Differenze: la carta d'identità. Dodici anni per l'esattezza. Tredici, invece, sono gli anni passati dall'ultima partecipazione di una squadra del San Paolo alle Finali Nazionali. In quella squadra giocava Mattia Giannini, attuale capitano della Serie C e compagno di squadra di Federico Conte, capitano dell'Under 20 che dal 24 aprile parteciperà all'ultimo atto del campionato d'Eccellenza in quel di Roseto.


Era la stagione sportiva 2003/2004 e l'allora squadra Juniores si apprestava a disputare le Finali Nazionali di categoria a Salsomaggiore, per il secondo anno consecutivo dopo quelle categoria "Cadetti" dell'anno prima a Biella: "Qualificandoci entrambi gli anni come primi nel Lazio - ricorda Mattia - e quell'anno diretti senza affrontare una fase interzonale. Siamo stati un po' sfortunati nel sorteggio pescando la Mens Sana Siena di Datome e Vitali tra i tanti, Casalpusterlengo che aveva due giovani interessanti come Gallinari e Aradori e la Virtus Bologna. Ripensandoci molto più di un po', decisamente sfortunati!". Il cammino si chiuse con tre sconfitte nel girone, stesso esito dell'anno precedente: "Rimane un’esperienza unica, potersi confrontare con i pari età più forti d’Italia. Ricordo ancora le emozioni nel marcare gente come Belinelli e Datome. Auguro a Federico e a tutta la squadra di riuscire a migliorare il nostro risultato, sarebbe meraviglioso per loro e per tutti i ragazzi delle giovanili che cresceranno con l'obiettivo di superarli. Cercare di alzare l'asticella ogni anno non può che far bene a tutti".


Sulla stessa lunghezza d’onda è Federico, in fase di recupero dagli acciacchi post interzona: “Siamo orgogliosi di quanto fatto a Napoli, è bello riportare così in alto il nome del San Paolo, essere un esempio per i più giovani, dimostrandogli che il lavoro paga, ed essere un orgoglio per i ragazzi più grandi che ci hanno forgiato come giocatori e come squadra. Un altro motivo d’orgoglio sono le facce dello staff dopo la vittoria con Ancona, vedere la loro gioia, sentire le loro parole non può che darci un’ulteriore spinta a migliorarci”. A Roseto l’obiettivo è, ovviamente, far meglio della generazione ’86: “Sicuramente, è bellissimo aver raggiunto lo stesso traguardo, ma siamo motivati a fare meglio di loro. Non ce ne voglia il Capitano (Mattia ndr), ma vogliamo andare avanti il più possibile anche se il girone è piuttosto impegnativo. Abbiamo la fortuna di poterci allenare tutti i giorni con lui che è un giocatore che ha vissuto quel tipo d’esperienza e questo non può che aiutarci. La nostra forza è la coesione, lo dimostreremo a Roseto quando non mancheranno i momenti di difficoltà”.


Come in una staffetta arriva il momento del passaggio del testimone. Dopo tredici anni il San Paolo torna tra le migliori 16 d’Italia, ora sta a Federico e compagni migliorare il “tempo” della squadra ’86 e far sì che i più giovani siano pronti a ricevere la loro eredità.


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