«Venite a me… e troverete ristoro»
Mt 11,28-30
Signore Gesù,
al termine di questo anno vissuto insieme
ci fermiamo davanti a Te.
Veniamo con la gioia degli incontri,
con la gratitudine per il cammino compiuto,
ma anche con la stanchezza,
con le domande rimaste aperte
e con ciò che non siamo riusciti a realizzare.
Tu ci dici:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro».
Accogli la nostra vita così com’è:
il bene costruito e le fragilità scoperte,
gli entusiasmi e le fatiche,
le vittorie e le sconfitte.
Ti ringraziamo per ogni bambino e ogni giovane,
per le famiglie, gli educatori, gli allenatori e i volontari;
per chi ha donato tempo, ascolto e cura;
per il gioco, lo sport e la preghiera;
per le amicizie nate
e per i legami che ci hanno aiutato a crescere.
Ti ringraziamo, Signore,
perché nessuno cresce da solo.
Donaci un pensiero capace di tenere insieme
ciò che troppo spesso separiamo:
competenza e coscienza,
tecnica ed etica,
sport e spiritualità,
libertà personale e responsabilità comunitaria.
Insegnaci ad abitare la complessità senza paura
e a non ridurre mai una persona
a un errore, a una sconfitta o a una fragilità.
Donaci il coraggio di educare all’incertezza.
Non possiamo preparare i giovani
per un futuro già scritto,
ma possiamo accompagnarli
perché sappiano affrontare ciò che cambia
senza perdere la speranza e la propria umanità.
Come Neemia davanti alle mura abbattute,
insegnaci a riconoscere le ferite,
a pregare, a discernere
e a metterci all’opera insieme.
Mostraci quali mura ricostruire
per restituire dignità e appartenenza
e quali, invece, attraversare
per raggiungere chi è rimasto fuori.
Fa’ del Pontificio Oratorio San Paolo
una casa dalle porte aperte,
un luogo di ristoro e di ripartenza,
una comunità capace di custodire
e di pensare fuori le mura.
Riforma il nostro sguardo.
Liberaci dalla fretta che non ascolta,
dall’efficienza che dimentica le persone
e dalla competizione che umilia.
Aiutaci a riconoscere in ogni volto
quella magnifica umanità
che Tu hai voluto, amato
e affidato alla nostra cura.
Ricordaci che siamo una comunità di destino
e che il bene dell’altro riguarda anche noi.
Fa’ che nessuno resti indietro,
che nessun giovane si senta invisibile,
che nessuna famiglia si senta sola
e che nessuna fragilità diventi motivo di esclusione.
Rendici fedeli al principio:
Ne perdantur: perché nessuno si perda.
Ora che inizia il tempo dell’estate,
custodisci chi partirà e chi rimarrà.
Donaci un riposo che non sia fuga,
ma tempo di riconciliazione,
di silenzio, di relazioni vere
e di gratitudine.
Quando riprenderemo il cammino,
fa’ che ritorniamo con uno sguardo nuovo,
un cuore più mite
e una responsabilità più grande.
Resta accanto a noi, Signore,
dentro e fuori le mura.
Perché nessuno resti indietro.
Perché nessuno si perda.
Perché insieme possiamo continuare
a custodire e generare
una magnifica umanità.
Amen.
Domande da portare con sé durante l’estate
Non sono un compito da svolgere, ma una piccola compagnia di viaggio: domande da custodire, riprendere nella preghiera o condividere con gli altri.
- Ringraziare
Quale volto o esperienza di questo anno porto con gratitudine nel cuore?
A chi sento di dover dire grazie?
- Abitare ciò che cambia
Come reagisco quando il futuro non corrisponde ai miei programmi?
Riesco a vivere l’incertezza come uno spazio di fiducia, ricerca e affidamento?
- Riformare lo sguardo
Quale persona o situazione ho bisogno di guardare in modo nuovo?
Sto riducendo qualcuno a un errore, a un limite o a una fragilità?
- Ricostruire insieme
Quale “muro abbattuto” vedo dentro di me, nella mia famiglia o nella comunità?
Quale piccolo tratto posso contribuire a ricostruire, e con chi?
- Non lasciare indietro nessuno
Chi rischia di rimanere ai margini della mia attenzione?
Quale gesto concreto di vicinanza posso compiere durante l’estate?
- Ritornare rinnovati
Quando riprenderà il cammino, quale persona desidero essere?
Che cosa voglio lasciare, che cosa custodire e quale nuovo passo affidare al Signore?
Domanda conclusiva
Dove sto cercando ristoro e a chi sto offrendo ristoro con la mia presenza?
nella gratitudine dell’attesa. Buona strada,+antonio
